WORKSHOP 2023

La nona edizione del Workshop MinD si è tenuta dal 3 al 6 maggio 2023 negli spazi del Castello del Valentino, patrimonio UNESCO e sede del Dipartimento di Architettura e Design e del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio del Politecnico di Torino.

Healing Heritage è un’esperienza di progettazione partecipata e inclusiva per sperimentare azioni e pratiche volte a valorizzare il ruolo del patrimonio culturale per la salute mentale. Conoscere un luogo e la sua storia ci connette, fornisce un senso di accoglienza e appartenenza e contribuisce a ridurre le diseguaglianze. Il patrimonio culturale - tangibile e intangibile - può incidere in maniera positiva sulla salute mentale degli individui, in particolare nel combattere senso di isolamento, ansia e depressione e nel promuovere coesione e resilienza sociale grazie alla sua intrinseca capacità di produrre significati, creare connessioni con il passato, proiettare visioni future e favorire la partecipazione attiva delle comunità. 

Durante il Workshop, 30 persone con diversi background ed esperienze hanno lavorato divisɜ in gruppi a tre progetti, valorizzando le risorse di tuttɜ. Durante l’ultima giornata di workshop sono stati condivisi i risultati di questi giorni di co-progettazione: tre progetti finalizzati alla valorizzazione del Castello del Valentino e del Parco.

Guarda il video delle quattro giornate di workshop!


Healing Heritage è un progetto di MinD e DIST - Dipartimento di Scienze del Progetto e Politiche del Territorio| in collaborazione con Politecnico di Torino, NABA Nuova Accademia di Belle Arti, IAAD - Istituto d'Arte Applicata e Design, Università degli Studi di Torino Dipartimento di Psicologia, Lavanderia a Vapore, Castello del Valentino | e con Il Bandolo | partner scientifico CCW-Cultural Welfare Center | con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo.

Esiti del workshop

GIC Gruppo di Immersione Culturale

Project Leader:

Francesca Maciocia

Team:

Anna Rudino, Glauco Barboglio, Ibtissam Jayed, Marta Prati, Sofia D'Andrea, Milena Bisio, Valeria Scognamiglio, Giulia Toma, Sara Gattuso, Vicentiu.

Il progetto Gruppo di Immersione Contestuali GIC è un non-percorso per la valorizzazione del patrimonio culturale del Castello del Valentino e del parco omonimo.

L'idea nasce per favorire il benessere delle persone che vivono e attraversano quotidianamente o occasionalmente questi spazi. 

La definizione di non-percorso nasce dalla volontà di offrire un'esperienza che non vincoli la persona a seguire una direzione definita, bensì lasciarle la libertà di immergersi nello spazio, a seconda della propria predisposizione. L'intento è quello di stimolare l'immaginazione e suscitare stupore, cosicchè ogni persona possa pensare a quegli spazi come nuovi luoghi.

Per la sua realizzazione il progetto prevede l'installazione di poster in alcuni punti specifici del parco e dell'area esterna del castello in cui verranno condivise delle tracce di pratiche da svolgere. Queste ultime ruotano intorno a tre elementi generativi, immagine, suono e azione, che hanno l'obiettivo di far connettere la persona al luogo, contestualizzare e decontestualizzare elementi, attivare spazi interagendo con essi e generare un dialogo intimo con il contesto.

Ogni traccia prevede un output per raccogliere e condividere l'esperienza e le relative percezioni. Parole, immagini e suoni saranno gli elementi che ognuno potrà portare con sé o condividere attraverso una community attivata su telegram.

Le installazioni verranno disposte ciclicamente per una durata di sei mesi. L'idea, infatti, è quella di effettuare una variazione periodica delle tracce che tenga conto della stagionalità che inevitabilmente condiziona il tipo di esperienza in questi spazi aperti.

È prevista una fase di prototipazione di una giornata attraverso la quale verranno testate le tracce che, se con esiti positivi, daranno speranza per la fattibilità del progetto.

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Ri-bellarsi – tornare al bello

Project Leader:

Giulia Sala

Team:

Samuele Marotta, Asia Mounsabi, Lucia Da Tos, Giulia Chelin, Claudia Luisi, Ludovica Penna, Siham Tahloun, Maddalena Miriam De Lorenzi, Giacomo Prette, Noah Busolli, Zoe Zangari

Il gruppo di lavoro si è concentrato sull’esplorazione degli elementi del partimonio riconducibili al concetto di bellezza che impattano positivamente sul benessere degli individui.

Tramite un lavoro di mappatura degli elementi riconducibili al concetto di "bellezza" legati al patrimonio culturale (il Castello del Valentino), naturale (il parco) e immateriale (le pratiche d’uso di questi spazi) i partecipanti hanno messo in luce elementi individuali e collettivi che caratterizzano l’esperienza umana.

Grazie agli strumenti del Service Design, il gruppo ha preso parte ad un Design Sprint di 3 giorni dedicato all’individuazione di un servizio che potesse comunicare e condividere le esperienze del gruppo con il pubblico più ampio. Il servizio generato da questo processo si è concretizzato nella creazione di percorsi condivisi che connettono luoghi di ordinaria - e straordinaria - bellezza aperti al pubblico e accessibili tramite un app che permette a tutti i fruitori di creare percorsi personali e condividerli con un pubblico più esteso. 3 percorsi tematici sono stati creati e condivisi per promuovere diverse esperienze a seconda delle richieste e necessità dell’utente come l’interesse nel visitare luoghi culturali, incontrarsi in aree collettive o trovare nicchie di relax. Il gruppo ha anche prodotto un prototipo di poster per promuovere l’iniziativa sul territorio ad un pubblico che non ha accesso allo strumento digitale.

Durante il workshop il team ha avuto l’opportunità di riflettere sulla connessione tra la dimensione della bellezza offerta dal patrimonio (heritage) e il benessere personale e collettivo, progettando un servizio che possa veicolare il messaggio al pubblico più esteso.

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Il Castello che non c'è

Project Leader:

Emilia Serra

Team:

Antonietta Casciano, Irene Iuliano, Camilla Boscaino, Sabina Elena Quocchini, Chethra Iotti, Margherita Caldiero, Ruwan Mohamed Alamin Abbas, Cecilia Franchi, Margherita Magnino, Paolo, Sofia

Il Castello del Valentino e i luoghi che lo circondano sono stati l’ispirazione per “Il castello che non c’è”, progetto che ha l’obiettivo di porre il patrimonio culturale in azione per il sostegno della salute mentale.

"Durante la visita che ci ha portati ad esplorare i piani nobili della reggia, abbiamo cercato di percepire con tutti i sensi i dettagli degli ambienti. Con la vista abbiamo fotografato viste che più ci hanno catturato, con l’udito registrato lo scricchiolio dei pavimenti, con il tatto la memoria di fondamenta antiche. 

Abbiamo lavorato con due diverse modalità, una materica e una digitale, per ricostruire una mappa emozionale del processo sensoriale che abbiamo vissuto. È così emersa l’immagine del Nostro Castello del Valentino, le cui mura sono parole, domande, scarabocchi che hanno preso forma dal confronto, prima personale con lo spazio, e poi collettivo. 

Unendo le fotografie scattate e i nostri pensieri abbiamo creato una raccolta che ci permette di esplorare lo spazio interno ed esterno con molteplici prospettive. È così che è possibile restituire una guida per immagini da condividere con la comunità, ed essere accompagnati in questi luoghi lasciandosi alla propria immaginazione. 

Questa esperienza ci ha portati ad alzare lo sguardo e farci perdere inconsapevolmente, costringendoci a cambiare prospettiva, attribuendo nuovo significato a spazi e luoghi. Applicare una diversità di sguardo in altri contesti può aiutare a scardinare pregiudizi e stigma che continuano a infestare la fragilità."

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